Storia del Blackjack

Storia-BlackjackLa Cina, culla di una delle più antiche civiltà del mondo è dove si è registrata per la prima volta la comparsa del gioco d’azzardo nel 2300 a.C. Anche l’antica Grecia ospitava il gioco d’azzardo ma in maniera illegale. Giocare a carte, tuttavia è una pratica inventata in Cina ma non fino al novecento dopo Cristo. I cinesi iniziarono a mescolare cartamoneta in varie combinazioni e a tutt’oggi in Cina il termine che si usa per indicare le carte da gioco significa biglietti di carta.

Il mazzo da 52 carte come lo conosciamo noi oggi era originariamente chiamato Pacchetto Francese. Il blackjack ha in realtà ha avuto origine da giochi francesi come “chemin de fer” e “French Ferme” ed è stato giocato per la prima volta nei casino francesi nel 1700 circa dove veniva chiamato “vingt-et-un” (ventuno). È dal 1800 circa che viene giocato negli Stati Uniti dopo che gli americani, assieme agli inglesi adottarono il mazzo da 52 carte. Il blackjack prende il suo nome da una delle mani vincenti, con un Jack di Picche e un Asso di Picche (fonte: www.blackjackgratis.it). Se un giocatore ottiene questa mano, non solo vince ma si aggiudica anche una ricompensa aggiuntiva.

Nel 1910 il Nevada essere illegale il gioco d’azzardo fino al 1931 quando venne reintrodotto legalmente e il blackjack divenne uno dei giochi chiave offerti nei casino. Ad Atlantic City e in New Jersey fu consentito giocare in maniera legittima dal 1978 e dal 1989, solo due Stati hanno legalizzato gioco d’azzardo. Dal 1989 circa 20 stati hanno visto la comparsa di casino, come quelli galleggianti che si trovano sui fiumi Colorado e Mississippi assieme a molti casino gestiti dai nativi americani all’interno delle loro riserve.

Il primo sforzo di applicare la scienza al blackjack comparve nel 1953. Culminò nel 1956 quando Roger Baldwin scrisse un saggio sul Journal of the American Statistical Association dal titolo “The Optimum Strategy in BlackJack” ( La Strategia Ottimale nel Blackjack). Questi matematici usano la probabilità scientifica e la teoria statistica per ridurre il vantaggio del Banco. Anche se il titolo del loro saggio era ‘ strategia ottimale’, in realtà non rappresentava la soluzione migliore poiché sarebbe potuta essere migliorata grazie ad alcuni aggiustamenti computazionali.

Il porfessor Edward Thorp continuò da dove Baldwin e la sua compagnia si erano interrotti. Nel 1962, Thorp rifinite loro strategie di base e si sviluppò le prime tecniche conosciute per contare le carte. Pubblicò i suoi risultati in “Beat the Dealer”, un libro che divenne così popolare che per una settimana nel 1963 fu sulla lista dei bestseller del New York Times. Il libro inoltre terrorizzò tutti i casino.

I casino vennero a tal punto colpiti da “Beat the Dealer” che iniziano modificare le regole per rendere più ardua la vittoria da parte dei giocatori. Ciò durò solo per un brevissimo periodo di tempo poiché il pubblico iniziò a protestare rifiutandosi di giocare con questo nuovo stile di blackjack. Le regole sfavorevoli conseguentemente ebbero come risultato una perdita di introiti per i casinò. Naturalmente, non guadagnare è un peccato per un casino, quindi ritornarono rapidamente alle regole originali. Dato che il metodo “Ten-Count” di Thorp non è affatto semplice da padroneggiare e molte persone non lo capivano assolutamente, alla fine i casino trassero vantaggio dalla rinnovata popolarità del gioco grazie al libro di Thorp e a tutta l’attenzione mediatica da esso generata.

Un altro grosso contributo alla storia del blackjack fu Julian Braun, che lavorava alla IBM. Le sue migliaia di linee di codice computer e le ore di simulazione di blackjack sui computer mainframe della IBM diedero come risultato “The Basic Strategy” ed un gran numero di tecniche per contare le carte. Le sue conclusioni vennero usate nella seconda edizione del libro Beat the Dealer, e più tardi nel libro di Lawrence Revere del 1977 “Playing BlackJack as a Business” (Giocare a Blackjack come Professione).

In tempi più recenti, Ken Uston usò cinque computer miniaturizzati inseriti all’interno delle scarpe del suo team di gioco nel 1977 per aggiudicarsi centinaia di migliaia di dollari ogni mese. Questi computer erano destinati a contare le carte e all’analisi statistica; tutto questo combinato con un gioco di squadra molto intelligente, riuscì ad averla vinta sui casino. Alla fine uno dei computer in miniatura avrebbe confiscato e spedito all’FBI. I federali decisero che il computer usava informazioni pubbliche su come giocare blackjack e quindi non poteva essere considerato un dispositivo per imbrogliare. Potresti aver sentito questa storia in un film che narra delle sue avventure con il blackjack spiegate nel dettaglio nel suo libro “The Big Player”. Ken fu anche protagonista di un episodio del Sixty Minutes Show nel 1981 e fornì il suo aiuto in una causa legale che riuscì ad impedire ai casino di Atlantic City di bandire i dispositivi per contare le carte.

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